Blog del comitato di quartiere dei rioni Agna e Cappuccini. Tutte le informazioni sulle nostre attività ed in particolare sulla battaglia contro le antenne di telefonia presenti o in fase di attivazione sul nostro territorio.
giovedì 11 ottobre 2012
sabato 6 ottobre 2012
COMUNICATO STAMPA
Il
comitato Sant’Agnese (Agna – Cappuccini – Le Piane – San Francesco – La Specchia ) continua la sua
iniziativa contro la installazione indiscriminata di antenne per la telefonia
mobile e dati.
Le
assemblee pubbliche hanno favorito la partecipazione dei cittadini ed una
maggiore consapevolezza sulla necessità di riappropriarsi degli strumenti di
partecipazione per tutelare la salute e l’ambiente in cui viviamo.
Il
Comitato ha promosso una petizione che è stata firmata da oltre 1500 persone a
sostegno di una serie di richieste, da sottoporre alle amministrazioni
comunale, provinciale e regionale oltre che alla prefettura di Matera e quindi
al Governo Nazionale, per gestire in modo trasparente e partecipato il delicato
tema delle ANTENNE.
Il
comitato ha voluto inoltre riaccendere l’attenzione su questo tema a seguito di
un’ultima installazione effettuata in prossimità del plesso scolastico del
quartiere Agna e della Parrocchia di Sant’Agnese.
Le
iniziative sostenute con fermezza e determinazione dalla Parrocchia hanno
prodotto un primo risultato importante che risponde al momento solo ad alcune
delle richieste che lo stesso comitato a nome dei cittadini della zona ha posto
all’amministrazione comunale e che sono oggetto di una mozione di indirizzi che
è stata presentata da alcuni consiglieri comunali e che potrà essere discussa
nel prossimo Consiglio Comunale.
Il
dirigente al settore urbanistica ha ordinato ai proprietari della casa vicino
alla quale è stata installata l’ultima antenna il ripristino dello stato dei
luoghi ed ha comunicato alla società telefonica (Linkem) la sospensione della
DIA per la realizzazione dell’impianto.
Il
primo di Ottobre u.s. l’amministrazione comunale ha convocato gli operatori
telefonici ( H3G, Telecom, Vodafone, Wind e Linkem) convenendo con loro sulla
necessità di procedere ad una armonizzazione tra le esigenze di installazione
di impianti di telecomunicazione e la salvaguardia della salute pubblica e di
tutela del paesaggio. In questo modo si avvia di fatto il procedimento per la
definizione del “piano per le antenne”.
Il
comitato, pur apprezzando il risultato fin qui raggiunto, ritiene doveroso
proseguire l’iniziativa per riaffermare il diritto alla salute e alla tutela
del bene comune e per promuovere la partecipazione attiva dei cittadini come
strumento per elevare la qualità della vita nei nostri quartieri e nella città
tutta. Continueremo le iniziative affinché si proceda celermente alla
predisposizione del piano delle antenne sospendendo nel frattempo nuove
installazioni, con la pubblicazione dei valori delle emissioni elettromagnetiche
e con la definizione ed approvazione di un piano di bonifica.
Matera
6 ottobre 2012
Il COMITATO SANT’AGNESE
venerdì 5 ottobre 2012
giovedì 4 ottobre 2012
BUONE NOTIZIE
----Messaggio originale----
Da: danielacaramel@hotmail.it
Data: 4-ott-2012 16.49
A:
Ogg: ULTIME NOTIZIE SU DECRETO SVILUPPO
Da: danielacaramel@hotmail.it
Data: 4-ott-2012 16.49
A:
Ogg: ULTIME NOTIZIE SU DECRETO SVILUPPO
ULTIM’ORA: SPARITE LE NORME CONTESTATE DALL’ULTIMA BOZZA DEL DECRETO
SVILUPPO BIS CHE VA IN C.D.M. IN QUESTI MINUTI.
Nel testo, fortemente ridimensionato, gli articoli incriminati passano dalla sezione VII alla V, ma con specificazioni che li legano al completamento delle reti in fibra ottica.In allegato il testo modificatoMI VIENE DA PIANGERE PER LA GIOIA!!!!!!!!ORA TENIAMO ALTA L'ATTENZIONE E VEDIAMO IL TESTO DEFINITIVO, MA ABBIAMO ANCORA DEIMARGINI PER INTERVENIRE !!!!!!!GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE IN QUESTI GIORNI SI SONO ADOPERATI PER FERMARE LE NORMEORIGINARIE.Saluti a tutti.Daniela C.
ALLARME DECRETO SVILUPPO BIS
Allarme delle
associazioni: rischio elettrosmog nelle pieghe del Decreto Sviluppo Bis in
discussione il 4 ottobre
Le associazioni
e i comitati cittadini chiedono di cancellare le norme del Decresto Sviluppo Bis
sulle procedure di installazione delle nuove reti di telefonia di quarta
generazione (4G) che favoriscono unilateralmente l’industria delle
telecomunicazioni a discapito della sicurezza dei
cittadini
Il Consiglio dei Ministri sta per
varare il Decreto Sviluppo Bis sulle procedure di diffusione della nuova
telefonia mobile di quarta generazione (4G). La discussione è prevista per il 4
ottobre 2012.
Se approvata la bozza attuale, sarà
una delle più drammatiche riforme della storia della nostra Repubblica per le
nefaste conseguenze che essa comporterà sull’ambiente e sulla salute pubblica.
Vista la criticità del momento storico questa riforma rischia di passare sotto
silenzio a tutto vantaggio degli interessi economici dell’industria delle
telecomunicazioni che ha fretta di vedere allentare le tutele ambientali per
iniziare ad installare la nuova telefonia che richiede maggiori potenze. Le
licenze per la telefonia 4G sono state vendute, infatti, l’anno scorso e a
partire dal 1 gennaio 2013 le nuove linee dovranno essere
operative.
Gli artt. 28 e 29 della sezione
dedicata all’attuazione dell’Agenda Digitale prevedono:
· Art. 28, 2° comma :
Autocertificazione spinta, con controlli urbanistici e sanitari
posticipati all’atto dell’attivazione dell’impianto di radiodiffusione
(s.r.b.);
· Art. 28, 3° comma :
Autocertificazione spinta, con controlli urbanistici e sanitari posticipati
all’atto dell’attivazione dell’impianto hot spot
wireless;
· Art. 29, 1° comma : Servitù
coattiva imposta per decreto del Ministero dello sviluppo economico a
proprietà e condomini, ai fini dell’installazione di un impianto di
radiodiffusione;
· Art. 29, 2° comma : indennità di
svalutazione dell’immobile o del fondo, stabilita con decreto del Ministero
dello sviluppo economico.
Le associazioni e i comitati
firmatari di questo comunicato sono fermamente convinti che l’introduzione di
queste norme rappresenta una forzatura ed una aberrazione giuridica, che
avrà innegabili ricadute sotto vari profili:
a)
Legale = perché
aprirà una serie infinita di ricorsi e contenziosi, con l’effetto di rallentare
o impedire la realizzazione delle infrastrutture sopra i tetti degli edifici o
sui fondi individuati;
b)
Sociale =
perché rischia di acuire ulteriormente lo stato di conflitto sociale, già
elevato e reso permanente nei territori, soprattutto urbanizzati, dal disagio e
la contrarietà con cui la popolazione è costretta ad accettare scelte di governo
del territorio, non concertate e condivise (antenne, tralicci e sorgenti di
inquinamento elettromagnetico);
c)
Sanitario =
perché il progetto di proliferazione capillare di impianti di radiodiffusione
per la telefonia mobile e wireless destinato ai servizi di c.d. 4^ generazione
provocherà un generale ed incontrollato innalzamento del fondo elettromagnetico,
soprattutto nelle realtà urbane, con effetti e rischi per la salute della
popolazione, in particolare le fasce più esposte, bambini e
adolescenti;
d)
Ambientale e Paesaggistico = perché la moltiplicazione di infrastrutture di
comunicazione elettronica provocherà l’alterazione dei lineamenti estetici delle
nostre città, in particolare le città d’arte, deturpandone in forma
irreversibile i profili, definiti “patrimonio dell’umanità”
dall’Unesco;
e)
Urbanistico =
perché confinerà il sistema dei controlli, tesi a valutare la conformità
edilizia dei progetti depositati, ad un mero atto formale, posticipandolo
all’atto della attivazione dell’impianto, ovvero quando esso è già stato
realizzato e definito.
Così com’è scritto, il Decreto
Sviluppo avrà effetti nefasti sulla tutela della salute e dell’ambiente, valori
che sono costituzionalmente tutelati. Sarebbe di fatto un colpo di mano per
procurare il vantaggio economico dell’industria delle telecomunicazioni a
discapito degli interessi più alti della cittadinanza.
La proposta contenuta nel Decreto
Sviluppo di monetizzare il disagio procurato dalle nuove installazioni, con
l’introduzione di un indennizzo per commisurare la svalutazione dell’immobile
subita a causa dell’installazione dell’antenna, appare eticamente riprovevole
perché fa leva sullo stato di crisi economica delle famiglie e non tiene conto
che il disagio non è solo di carattere economico ma anche sanitario.
Ogni installazione che emette
radiofrequenza, infatti, rappresenta una fonte di “possibile cancerogenicità”,
come stabilità dall’Organizzazione Mondiale della Sanità con una Monografia IARC
del 2012. Tuttavia la popolazione non è correttamente informata di correre
questo rischio e il Decreto Sviluppo sembra voler ulteriormente tacere questa
preoccupazione.
Il Decreto Sviluppo tace anche sul
rischio concreto che le migliaia di nuove stazioni radio base per la diffusione
del servizio LTE 4G provocheranno pesanti interferenze sulla ricezione del
segnale televisivo del digitale terrestre.
La Francia, infatti, lo scorso anno
ha dovuto sospendere i test sul 4G per le diffuse interferenze generate dall’LTE
con il digitale terrestre, che aveva provocato forti proteste da parte degli
utenti. Nel nostro Paese si è calcolato che almeno un italiano su 4 dovrà
ricorrere al tecnico antennista, per riposizionare l’antenna del digitale
terrestre, a causa di questi disturbi. Ci chiediamo, a questo punto, a chi
verranno addebitati i costi degli interventi tecnici necessari a risolvere il
problema delle interferenze.
Le associazioni e i
comitati sono anche preoccupati che nel Decreto vengano inserite norme per
allentare i tetti di legge delle esposizioni elettromagnetiche, allargando il
periodo di misurazione nei controlli da 6, com’è previsto oggi, a 24 ore. Questo
comporterebbe di fatto un allargamento dei limiti, anche senza toccare
ufficialmente la soglia dei 6 Volt per metro, perché nelle ore notturne il campo
è inferiore visto che sono meno i cellulari in uso e quindi è inferiore il
segnale dei ripetitori. Facendo una media con la notte, i valori diurni
risulterebbero di fatto meno rilevanti.
E’ per tutti questi motivi che le
sottoscritte associazioni presentano le seguenti proposte:
Chiediamo all’Esecutivo di cancellare
le norme di cui agli artt. 28 e 29 della Bozza di Decreto dedicato
all’attuazione dell’Agenda Digitale Italiana, sostituendole con una nuova
disposizione che, richiamando la Legge Quadro 36/01, il cui art. 8, 6° comma
consente ai comuni di dotarsi di appositi regolamenti, modifichi quest’ultima
rendendo obbligatorio e cogente il ricorso ai piani regolatori degli
impianti radioelettrici.
Tale prescrizione produrrebbe
l’effetto presso tutti gli enti locali del nostro Paese di:
1.
attivare
meccanismi virtuosi di corretta gestione del territorio, attraverso una
razionale e rispettosa dislocazione di impianti radioelettrici (S.R.B., ponti
radio, ecc..);
2.
minimizzare l’esposizione della popolazione alle sorgenti di
emissione elettromagnetica in osservanza del Principio di
Precauzione;
3.
introdurre
elementi di partecipazione e confronto tra le parti coinvolte (amministrazione,
gestori, comitati cittadini), volti a ridurre lo stato di conflitto
sociale;
4.
favorire
la conoscenza e l’informazione sulle nuove tecnologie di comunicazione
elettronica ed il loro corretto uso;
5.
introdurre
elementi di bilancio attivo per gli enti locali.
domenica 30 settembre 2012
Parte il Blog
DA OGGI PARTE IL BLOG DEL COMITATO DI QUARTIERE DEI RIONI AGNA E CAPPUCCINI
vi terremo informati su tutte le attività ed in particolare sulla battaglia contro le antenne. A Presto
Iscriviti a:
Commenti (Atom)
