sabato 6 ottobre 2012

COMUNICATO STAMPA


Il comitato Sant’Agnese (Agna – Cappuccini – Le Piane – San Francesco – La Specchia) continua la sua iniziativa contro la installazione indiscriminata di antenne per la telefonia mobile e dati.
Le assemblee pubbliche hanno favorito la partecipazione dei cittadini ed una maggiore consapevolezza sulla necessità di riappropriarsi degli strumenti di partecipazione per tutelare la salute e l’ambiente in cui viviamo.
Il Comitato ha promosso una petizione che è stata firmata da oltre 1500 persone a sostegno di una serie di richieste, da sottoporre alle amministrazioni comunale, provinciale e regionale oltre che alla prefettura di Matera e quindi al Governo Nazionale, per gestire in modo trasparente e partecipato il delicato tema delle ANTENNE.
Il comitato ha voluto inoltre riaccendere l’attenzione su questo tema a seguito di un’ultima installazione effettuata in prossimità del plesso scolastico del quartiere Agna e della Parrocchia di Sant’Agnese.
Le iniziative sostenute con fermezza e determinazione dalla Parrocchia hanno prodotto un primo risultato importante che risponde al momento solo ad alcune delle richieste che lo stesso comitato a nome dei cittadini della zona ha posto all’amministrazione comunale e che sono oggetto di una mozione di indirizzi che è stata presentata da alcuni consiglieri comunali e che potrà essere discussa nel prossimo Consiglio Comunale.
Il dirigente al settore urbanistica ha ordinato ai proprietari della casa vicino alla quale è stata installata l’ultima antenna il ripristino dello stato dei luoghi ed ha comunicato alla società telefonica (Linkem) la sospensione della DIA per la realizzazione dell’impianto.
Il primo di Ottobre u.s. l’amministrazione comunale ha convocato gli operatori telefonici ( H3G, Telecom, Vodafone, Wind e Linkem) convenendo con loro sulla necessità di procedere ad una armonizzazione tra le esigenze di installazione di impianti di telecomunicazione e la salvaguardia della salute pubblica e di tutela del paesaggio. In questo modo si avvia di fatto il procedimento per la definizione del “piano per le antenne”.
Il comitato, pur apprezzando il risultato fin qui raggiunto, ritiene doveroso proseguire l’iniziativa per riaffermare il diritto alla salute e alla tutela del bene comune e per promuovere la partecipazione attiva dei cittadini come strumento per elevare la qualità della vita nei nostri quartieri e nella città tutta. Continueremo le iniziative affinché si proceda celermente alla predisposizione del piano delle antenne sospendendo nel frattempo nuove installazioni, con la pubblicazione dei valori delle emissioni elettromagnetiche e con la definizione ed approvazione di un piano di bonifica.


Matera 6 ottobre 2012
Il COMITATO SANT’AGNESE

giovedì 4 ottobre 2012

AZIONE DIMOSTRATIVA CONTRO LE ANTENNE 2

I SERVIZI DEL TG3 BASILICATA e TRM



BUONE NOTIZIE

----Messaggio originale----
Da: danielacaramel@hotmail.it
Data: 4-ott-2012 16.49
A:
Ogg: ULTIME NOTIZIE SU DECRETO SVILUPPO


ULTIM’ORA: SPARITE LE NORME CONTESTATE DALL’ULTIMA BOZZA DEL DECRETO
SVILUPPO BIS CHE VA IN C.D.M. IN QUESTI MINUTI.
Nel testo, fortemente ridimensionato, gli articoli incriminati passano dalla
sezione VII alla V, ma con specificazioni che li legano al completamento
delle reti in fibra ottica.
In allegato il testo modificato
MI VIENE DA PIANGERE PER LA GIOIA!!!!!!!!
ORA TENIAMO ALTA L'ATTENZIONE E VEDIAMO IL TESTO DEFINITIVO, MA ABBIAMO ANCORA DEI 
MARGINI PER INTERVENIRE !!!!!!!
GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE IN QUESTI GIORNI SI SONO ADOPERATI PER FERMARE LE NORME 
ORIGINARIE.

Saluti a tutti.
Daniela C.


ALLARME DECRETO SVILUPPO BIS


Allarme delle associazioni: rischio elettrosmog nelle pieghe del Decreto Sviluppo Bis in discussione il 4 ottobre

Le associazioni e i comitati cittadini chiedono di cancellare le norme del Decresto Sviluppo Bis sulle procedure di installazione delle nuove reti di telefonia di quarta generazione (4G) che favoriscono unilateralmente l’industria delle telecomunicazioni a discapito della sicurezza dei cittadini

Il Consiglio dei Ministri sta per varare il Decreto Sviluppo Bis sulle procedure di diffusione della nuova telefonia mobile di quarta generazione (4G). La discussione è prevista per il 4 ottobre 2012.
Se approvata la bozza attuale, sarà una delle più drammatiche riforme della storia della nostra Repubblica per le nefaste conseguenze che essa comporterà sull’ambiente e sulla salute pubblica. Vista la criticità del momento storico questa riforma rischia di passare sotto silenzio a tutto vantaggio degli interessi economici dell’industria delle telecomunicazioni che ha fretta di vedere allentare le tutele ambientali per iniziare ad installare la nuova telefonia che richiede maggiori potenze. Le licenze per la telefonia 4G sono state vendute, infatti, l’anno scorso e a partire dal 1 gennaio 2013 le nuove linee dovranno essere operative.
Gli artt. 28 e 29 della sezione dedicata all’attuazione dell’Agenda Digitale prevedono:
·         Art. 28, 2° comma : Autocertificazione spinta, con controlli urbanistici e sanitari posticipati all’atto dell’attivazione dell’impianto di radiodiffusione (s.r.b.);
·         Art. 28, 3° comma : Autocertificazione spinta, con controlli urbanistici e sanitari posticipati all’atto dell’attivazione dell’impianto hot spot wireless;
·         Art. 29, 1° comma : Servitù coattiva imposta per decreto del Ministero dello sviluppo economico a proprietà e condomini, ai fini dell’installazione di un impianto di radiodiffusione;
·         Art. 29, 2° comma : indennità di svalutazione dell’immobile o del fondo, stabilita con decreto del Ministero dello sviluppo economico.
Le associazioni e i comitati firmatari di questo comunicato sono fermamente convinti che l’introduzione di queste norme rappresenta una forzatura ed una aberrazione giuridica, che avrà innegabili ricadute sotto vari profili:
a)      Legale = perché aprirà una serie infinita di ricorsi e contenziosi, con l’effetto di rallentare o impedire la realizzazione delle infrastrutture sopra i tetti degli edifici o sui fondi individuati;
b)      Sociale = perché rischia di acuire ulteriormente lo stato di conflitto sociale, già elevato e reso permanente nei territori, soprattutto urbanizzati, dal disagio e la contrarietà con cui la popolazione è costretta ad accettare scelte di governo del territorio, non concertate e condivise (antenne, tralicci e sorgenti di inquinamento elettromagnetico);
c)       Sanitario = perché il progetto di proliferazione capillare di impianti di radiodiffusione per la telefonia mobile e wireless destinato ai servizi di c.d. 4^ generazione provocherà un generale ed incontrollato innalzamento del fondo elettromagnetico, soprattutto nelle realtà urbane, con effetti e rischi per la salute della popolazione, in particolare le fasce più esposte, bambini e adolescenti;
d)      Ambientale e Paesaggistico = perché la moltiplicazione di infrastrutture di comunicazione elettronica provocherà l’alterazione dei lineamenti estetici delle nostre città, in particolare le città d’arte, deturpandone in forma irreversibile i profili, definiti “patrimonio dell’umanità” dall’Unesco;
e)      Urbanistico = perché confinerà il sistema dei controlli, tesi a valutare la conformità edilizia dei progetti depositati, ad un mero atto formale, posticipandolo all’atto della attivazione dell’impianto, ovvero quando esso è già stato realizzato e definito.
Così com’è scritto, il Decreto Sviluppo avrà effetti nefasti sulla tutela della salute e dell’ambiente, valori che sono costituzionalmente tutelati. Sarebbe di fatto un colpo di mano per procurare il vantaggio economico dell’industria delle telecomunicazioni a discapito degli interessi più alti della cittadinanza.
La proposta contenuta nel Decreto Sviluppo di monetizzare il disagio procurato dalle nuove installazioni, con l’introduzione di un indennizzo per commisurare la svalutazione dell’immobile subita a causa dell’installazione dell’antenna, appare eticamente riprovevole perché fa leva sullo stato di crisi economica delle famiglie e non tiene conto che il disagio non è solo di carattere economico ma anche sanitario.
Ogni installazione che emette radiofrequenza, infatti, rappresenta una fonte di “possibile cancerogenicità”, come stabilità dall’Organizzazione Mondiale della Sanità con una Monografia IARC del 2012. Tuttavia la popolazione non è correttamente informata di correre questo rischio e il Decreto Sviluppo sembra voler ulteriormente tacere questa preoccupazione.
Il Decreto Sviluppo tace anche sul rischio concreto che le migliaia di nuove stazioni radio base per la diffusione del servizio LTE 4G provocheranno pesanti interferenze sulla ricezione del segnale televisivo del digitale terrestre.
La Francia, infatti, lo scorso anno ha dovuto sospendere i test sul 4G per le diffuse interferenze generate dall’LTE con il digitale terrestre, che aveva provocato forti proteste da parte degli utenti. Nel nostro Paese si è calcolato che almeno un italiano su 4 dovrà ricorrere al tecnico antennista, per riposizionare l’antenna del digitale terrestre, a causa di questi disturbi. Ci chiediamo, a questo punto, a chi verranno addebitati i costi degli interventi tecnici necessari a risolvere il problema delle interferenze.
Le associazioni e i comitati sono anche preoccupati che nel Decreto vengano inserite norme per allentare i tetti di legge delle esposizioni elettromagnetiche, allargando il periodo di misurazione nei controlli da 6, com’è previsto oggi, a 24 ore. Questo comporterebbe di fatto un allargamento dei limiti, anche senza toccare ufficialmente la soglia dei 6 Volt per metro, perché nelle ore notturne il campo è inferiore visto che sono meno i cellulari in uso e quindi è inferiore il segnale dei ripetitori. Facendo una media con la notte, i valori diurni risulterebbero di fatto meno rilevanti.
E’ per tutti questi motivi che le sottoscritte associazioni presentano le seguenti proposte:
Chiediamo all’Esecutivo di cancellare le norme di cui agli artt. 28 e 29 della Bozza di Decreto dedicato all’attuazione dell’Agenda Digitale Italiana, sostituendole con una nuova disposizione che, richiamando la Legge Quadro 36/01, il cui art. 8, 6° comma consente ai comuni di dotarsi di appositi regolamenti, modifichi quest’ultima rendendo obbligatorio e cogente il ricorso ai piani regolatori degli impianti radioelettrici.
Tale prescrizione produrrebbe l’effetto presso tutti gli enti locali del nostro Paese di:
1.          attivare meccanismi virtuosi di corretta gestione del territorio, attraverso una razionale e rispettosa dislocazione di impianti radioelettrici (S.R.B., ponti radio, ecc..);
2.          minimizzare l’esposizione della popolazione alle sorgenti di emissione elettromagnetica in osservanza del Principio di Precauzione;
3.          introdurre elementi di partecipazione e confronto tra le parti coinvolte (amministrazione, gestori, comitati cittadini), volti a ridurre lo stato di conflitto sociale;
4.          favorire la conoscenza e l’informazione sulle nuove tecnologie di comunicazione elettronica ed il loro corretto uso;
5.          introdurre elementi di bilancio attivo per gli enti locali.

Padre Basilio contro le antenne del Rione Anna Matera

domenica 30 settembre 2012

Parte il Blog



DA OGGI PARTE IL BLOG DEL COMITATO DI QUARTIERE DEI RIONI AGNA E CAPPUCCINI

vi terremo informati su tutte le attività ed in particolare sulla battaglia contro le antenne. A Presto